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La famiglia De Feo che gestisce l'HOTEL MAÈ & Residence Panorama in Val di Zoldo

Elisabetta De Feo e le sue quattro figlie:
«Io resto qui fra le mie montagne. Appena ho potuto ho restaurato l'hotel di famiglia. Sono felice perché questo è il lavoro che amo»

Una storia di famiglia che intreccia passione alpina e resistenza sulle Dolomiti bellunesi. In attesa delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026
di Elena FILINI (3 Febbraio 2026)

«Per fortuna ha nevicato». La neve scandisce i ritmi dell'inverno, determina l'economia, la vita quotidiana. La neve, che anche qui si vede sempre meno. Ma questa volta il cielo ha deciso di vestire di bianco i giorni in cui tutte le Dolomiti saranno davanti agli occhi del mondo grazie ai Giochi Olimpici. Cortina non è così distante, ma in queste valli, si respira un mondo diverso. «In molti si fermano qui. I prezzi, i ritmi sono più a misura d'uomo. E si respira la montagna vera»

Mareson, Val di Zoldo (Belluno)

Elisabetta De Feo, 48 anni, gestisce con le sue quattro figlie l'hotel Maè a Mareson in valle di Zoldo. Insieme a Bella, il loro cane, formano un team rigorosamente al femminile. Una storia di famiglia, la sua, che affonda le radici nel primo Novecento. Ma insieme una scelta chiara: ad un certo punto si è ripresa l'albergo di proprietà iniziando un restauro importante e portando la sua idea di ospitalità. «Il mio bisnonno Vito De Feo era stato mandato a Longarone per fare il militare. Qui incontra Antonietta, si innamora e quando finisce il servizio di leva torna in Puglia, si carica un carretto con vino e specialità e attraversa l'Italia a piedi per ritornare qui. Si ferma a Longarone e inizia a lavorare. Ci sa fare, acquista terreni e case. Sarà suo figlio, cioè mio nonno a finanziare l'apertura dell'Hotel De Feo a Forno di Zoldo. Con cinema annesso»

Poi suo padre si stacca e arriva a Mareson. «In questo spicchio di valle, con il Pelmo alle spalle, apre l'hotel Maè nel 1978, mentre mio zio resta a gestire l'hotel de Feo a Forno di Zoldo. Non dimenticando mai gli insegnamenti del bisnonno, uomo di buon cuore chi aveva problemi. Diceva ai suoi garzoni quando gli portavano le cambiali di persone in difficoltà “strappa tutto che è povera gente non mi devono niente”».








Bella (il cane di famiglia)

I suoi genitori gestiscono per oltre vent'anni l'hotel Maè

Quando si profila il cambio di generazione lei è molto giovane. L'unica possibilità è darlo in affitto. «Ma appena ho potuto, ho ripreso tutto in mano. La mia idea era di mantenere una parte hotel e una residence. Così è nato il residence Panorama. L'albergo aveva bisogno di un restauro completo, l'hotellerie della valle è molto ancorata agli anni Settanta. Così nel 2018-2019, l'anno di Vaia,ho vinto un primo bando e abbiamo iniziato il restauro. Poi, grazie a cinque bandi europei pezzo per pezzo siamo riusciti a rimettere in piedi l'hotel. Sono anche orgogliosa della piccola Spa con vista sulle montagne».

Le sue figlie? «Le ragazze sono legatissime alla valle e al nostro hotel. Zoe ha 24 anni e si sta laureando il lingue straniere, Gaia studia all'Università e arriva a darci un aiuto nella stagione invernale. Poi ci sono Eva che fa il liceo e nei fine settimana ci dà un rinforzo e Amelie, 9 anni. In inverno ci aiuta anche mio marito Alberto, che però ha un altro lavoro. Nelle prossime settimane saremo tutti qui per le Olimpiadi».

Siete felici quassù?
«E' difficile spiegare il nostro legame con la montagna, noi siamo nate qui. Viviamo in un'oasi di pace. Sono felice perché questo è il lavoro che amo, ho recuperato una struttura disastrata e sto cercando di portare un'idea di ospitalità più personale».

Qual è la specialità di queste Dolomiti solo all'apparenza “minori”?

«Le nostre Dolomiti sono magari meno blasonate delle dolomiti trentine, ma sono meravigliose. Il Pelmo è un atollo, un massiccio. E credo che siamo in grado di offrire una pace che veramente solo la montagna ti può dare. Non è pettinata come altri luoghi, è la montagna reale. Poi c'è un tessuto di comunità che è il vero motore dell'autenticità di questa valle. Io non mi preoccupo nemmeno di dove sono le mie figlie. So che sono al sicuro. È impagabile».

Come vivete l'attesa di queste Olimpiadi?
«Sono convinta che queste Olimpiadi siano un trampolino di lancio per tutte le Dolomiti bellunesi, siamo davanti agli occhi del mondo. E si capirà soprattutto la prossima estate: riceviamo già molte richieste dall'estero. Americani, israeliani e asiatici. Per noi che abbiamo una clientela generalmente proveniente dall'Est Europa dalla Germania e dall'Austria, è già un segnale».

Rito quotidiano?
«Mi sveglio, chiamo Bella e faccio la passeggiata mattutina. Esco e la meraviglia del Pelmo mi investe con la sua luce speciale. Mi sento in pace con il mondo».

Hotel Maè

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